Quando a Santa Croce erano i contadini a costruire le case
Pietra, legno e calce: il racconto di un mondo in cui le famiglie costruivano la propria casa un poco alla volta, utilizzando le risorse della montagna.
Come si costruiva una casa a Santa Croce quando non esistevano le imprese edili di oggi, quando i materiali non arrivavano dai magazzini e ogni lavoro richiedeva fatica, tempo e capacità di adattamento?
Una risposta ci arriva da una testimonianza raccolta nel 1974, quella di Angelo Zaffardi, muratore di Santa Croce, che racconta un mondo in cui le conoscenze pratiche si tramandavano attraverso il lavoro quotidiano e l’esperienza.
È uno spaccato di vita della nostra comunità che merita di essere ricordato, perché dietro le vecchie case del borgo si nasconde una storia fatta di ingegno, necessità e profondo legame con il territorio.
Una casa che cresceva insieme alla famiglia
Un tempo, a Santa Croce, costruire una casa era spesso un percorso che durava anni. Non si realizzava necessariamente tutto in una volta: si cominciava dalla stalla, poi si aggiungeva una stanza, successivamente un’altra, secondo le necessità della famiglia e le possibilità del momento.
Quando arrivavano i figli o cambiavano le esigenze, la casa si trasformava. Porte e finestre venivano aperte o chiuse, nuovi ambienti si aggiungevano a quelli esistenti e l’edificio finiva per raccontare, attraverso le sue trasformazioni, la storia di chi lo aveva abitato.
Ancora oggi, osservando alcune vecchie abitazioni, si possono riconoscere le tracce di questi ampliamenti successivi. Le irregolarità e le giunzioni che a volte sembrano semplici imperfezioni sono anche testimonianze di una vita vissuta e costruita un poco alla volta.
La montagna forniva quasi tutto
Pietre, sabbia, legname e calce: molti dei materiali necessari alla costruzione venivano recuperati direttamente sul posto attraverso fatica, organizzazione e sfruttamento delle risorse del territorio.
🪨 Pietra e Sabbia
Gli scavi per le fondamenta e per le nuove costruzioni fornivano pietre e sabbia. La calce veniva prodotta in apposite fornaci usando pietra calcarea e legna.
🌲 Il Legno dei Boschi
Ciliegio, rovere, carpino e abete trovavano impiego nei solai e nei tetti. Le assi venivano ricavate a mano dai tronchi con strumenti di un’altra epoca.
🧱 Saperi e Competenze
Chi lavorava la terra sapeva fare il muratore o lavorare il legno e il ferro. Le soluzioni si adattavano a terreni irregolari seguendo il profilo della montagna.
Scorci e dettagli delle vecchie abitazioni
I segni dell’architettura contadina di un tempo, la pietra locale e le strutture in legno che ancora oggi caratterizzano il borgo di Santa Croce.
Case semplici, ma ricche di conoscenza
Guardando oggi le vecchie abitazioni, potremmo essere portati a considerarle costruzioni semplici. La testimonianza di Angelo Zaffardi ci invita invece a osservare quei muri con occhi diversi: dietro ogni pietra posata c’erano decisioni pratiche, esperienza e una conoscenza approfondita dei materiali.
Le soluzioni umili rispondevano a esigenze precise: proteggere dal freddo, sfruttare gli spazi e risparmiare materiali. Oggi, di fronte alle case che rischiano di restare inutilizzate, la memoria ci aiuta a capire il luogo in cui viviamo e a immaginare il futuro.
Questo racconto si basa su una testimonianza di Angelo Zaffardi, muratore di Santa Croce, datata 5 ottobre 1974 e riportata nel volume «Bergamo e il suo territorio» (rielaborato in forma narrativa).
E voi? Avete fotografie delle vecchie case di Santa Croce, ricordi di come venivano costruite o storie tramandate dai vostri genitori e nonni? Condividerle può aiutarci a conservare la memoria del nostro borgo!
