Un viaggio tra arte e spiritualità con “Generazioni Protagoniste”
Nell’ambito del progetto Generazioni Protagoniste, abbiamo vissuto un pomeriggio ricco di scoperte e approfondimenti, alla scoperta dei tesori dell’arte sacra bergamasca. Grazie alla competenza delle guide Luca Zonca, Laura Bisutti e Silvio Tomasini, il nostro percorso ci ha condotti dalla mostra Eccellenti in Val Brembana all’antico Palazzo Episcopale fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore, in un viaggio carico di storia, arte e spiritualità.
La mostra “Eccellenti in Val Brembana”
La visita ha preso il via dalla mostra Eccellenti in Val Brembana, dove i partecipanti hanno potuto ammirare due opere restaurate di grande valore: il polittico di Cusio, opera del pittore bergamasco Antonio Boselli, e la pala di Mezzoldo, dipinta da Lattanzio da Rimini nel 1505.
Il polittico di Cusio, con la sua struttura lignea complessa e ricca di dettagli, rappresenta un capolavoro della tradizione bergamasca. In contrasto, la pala di Mezzoldo segna il passaggio a una rappresentazione unitaria, dove i personaggi vivono in un’unica scena corale. Grazie alle spiegazioni di Luca Zonca e Laura Bisutti, il gruppo ha potuto comprendere il significato storico e artistico di questa evoluzione, che riflette un’importante trasformazione nell’arte sacra tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.
Cristo e la gloria di Ognissanti
Un altro momento di grande fascino è stato l’approfondimento dedicato alla pala Cristo e la gloria di Ognissanti di Antonio Boselli, presentata da Laura Bisutti. Questa straordinaria opera, commissionata nel 1514 dai Reggenti della Misericordia, rappresenta una delle composizioni più importanti dell’artista.
Cristo, al centro della scena, è raffigurato in una mandorla mistica, circondato da angeli e santi. La composizione è straordinariamente ricca, con ben 36 santi disposti in ordine iconografico, molti identificabili per nome o per gli attributi raffigurati. Il gruppo ha potuto ammirare la cura nei dettagli e l’impatto visivo dell’opera, frutto di influenze culturali diverse, in particolare quelle di Zenale e del Romanino.
Santa Maria Maggiore: il coro ligneo e il confessionale di Fantoni
Il viaggio è proseguito nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dove Silvio Tomasini ha incantato il gruppo con una presentazione del coro ligneo di Lorenzo Lotto e del confessionale di Andrea Fantoni.
Le 36 tarsie intarsiate, progettate da Lotto e realizzate da Giovan Francesco Capoferri, hanno catturato l’attenzione per il loro straordinario simbolismo. Le immagini intarsiate, definite Mutus Chorus, rappresentano un percorso di meditazione intellettuale e spirituale, in cui si intrecciano temi biblici, metafore alchemiche, suggestioni mitologiche e concetti filosofici propri del sincretismo dell’umanesimo veneziano.
Tomasini ha guidato il gruppo anche nella scoperta del confessionale di Andrea Fantoni, un capolavoro d’intaglio ligneo che colpisce per la complessità delle decorazioni e l’abilità tecnica della bottega bergamasca. Ogni dettaglio scolpito è un invito alla riflessione, trasformando un elemento funzionale in un’opera d’arte di straordinaria bellezza.
Un’esperienza arricchente
Grazie all’iniziativa Generazioni Protagoniste, sostenuta dalla Fondazione della Comunità Bergamasca, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di esplorare l’arte sacra bergamasca in modo approfondito e coinvolgente.
La visita ha offerto non solo l’occasione di ammirare capolavori artistici, ma anche di riflettere sul loro profondo valore spirituale e culturale. Un’esperienza che ha lasciato nei partecipanti un senso di connessione con la storia, la cultura e la spiritualità della nostra terra, facendo riscoprire le radici profonde del Rinascimento bergamasco.
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