Iniziative

Un Tesoro per il Futuro: Quando la Generosità Valeva una Fortuna

Capitolo II – I numeri, i capitali e il valore straordinario dell’eredità dei Persico


Il testamento della famiglia Persico

Quando si leggono i documenti del passato, si rischia di pensare a cifre lontane, slegate dalla realtà. Ma se proviamo a fare i conti con le somme registrate nel testamento della famiglia Persico, ci rendiamo conto che stiamo parlando di un vero e proprio patrimonio milionario per l’epoca.

Nelle pagine del nostro antico manoscritto, la generosità non si misura a parole, ma in cifre imponenti che riflettono la potenza economica di una nobile famiglia e l’importanza vitale di questi fondi per la comunità di Santa Croce.

460 lire all’anno: una spesa fissa per i poveri

Nel capitolo precedente abbiamo visto come l’obbligo di distribuire farina e pane ai bisognosi fu convertito in un pagamento fisso e perpetuo. Ma che valore avevano quelle 460 libre (lire) all’anno stabilite all’inizio del Settecento?

Per una comunità di montagna di poche centinaia di abitanti, 460 lire rappresentavano una cifra straordinaria, capace di garantire ogni singolo anno una boccata d’ossigeno concreta alle famiglie più fragili, coprendo non solo i beni alimentari ma anche le spese vive della parrocchia.

Un tesoro d’argento: 4.805 Ducati a Venezia

Ma il dato che più di tutti fa impressione si trova più avanti nel testo, quando si parla dei grandi investimenti finanziari della famiglia.

Il documento ricorda un capitale colossale depositato presso l’Ufficio dei Revisori e Regolatori delle Entrate della Serenissima Signoria di Venezia: un fondo di ben 4.805 ducati!

I ducati veneziani e gli scudi d’argento non erano monete comuni: erano riserve di valore eccezionali, paragonabili a veri e propri fondi d’investimento istituzionali. Quel capitale, reso sicuro dalle garanzie dello Stato di Venezia, produceva una rendita fissa (inizialmente calcolata al 4%) che metteva la parrocchia al riparo da qualsiasi crisi economica o carestia.

L’accordo finale: 1.545 lire di rendita perpetua

Tutti i vari lasciti, le messe perpetue, i legati e le opere pie sparsi nei decenni vennero infine riuniti e liquidati nel grande accordo del 1742-1743.

La cifra finale messa a bilancio fu sbalorditiva: 1.545 libre annue fisse e garantite. Una somma monumentale che dimostra come la famiglia Persico non stesse semplicemente facendo un’offerta alla chiesa, ma stesse dotando Santa Croce di una vera e propria “fondazione” economica in grado di sostenere la vita religiosa, culturale e sociale del paese per i secoli a venire.

«I numeri di questo testamento non sono solo fredda contabilità: fotografano l’impegno economico immenso di chi ha voluto blindare il benessere e la dignità del proprio paese.»

Nel prossimo capitolo scopriremo come venivano impiegati concretamente questi soldi: dai premi per la dottrina cristiana alle doti per le fanciulle bisognose!

Associazione Santa Croce ODV

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