Iniziative

Una Serata Speciale in Memoria di Bruno Quarenghi

San Pellegrino Terme ha vissuto una serata indimenticabile dedicata alla memoria di Bruno Quarenghi , una figura di grande rilevanza per la comunità. L’evento si è svolto a Santa Croce, un luogo che aveva un significato profondo nella vita di Bruno. La serata è stata arricchita da momenti di riflessione, cultura e grande emozione, culminando con la rappresentazione dell’opera buffa “Rita” di Gaetano Donizetti, eseguita magistralmente dai giovani talenti dell’Associazione Culturale Musica in Lemine .

Di seguito, riportiamo integralmente l’intervento di presentazione che ha dato il via alla serata:
Buonasera a tutti, grazie di cuore per essere qui questa sera. La vostra presenza è particolarmente significativa e rende questo momento ancora più prezioso. Siamo qui per rendere omaggio a una figura di grande importanza per San Pellegrino Terme: Bruno Quarenghi. Oltre ad essere stato un amministratore lungimirante dell’Istituto Clinico Quarenghi, una vera e propria istituzione per il nostro territorio, Bruno è stato un esempio di dedizione e impegno costante verso il benessere della comunità. L’Istituto Clinico Quarenghi, che ancora oggi si distingue come uno dei fiori all’occhiello della nostra valle, deve gran parte del suo prestigio e della sua crescita all’intera famiglia Quarenghi. Il loro contributo ha lasciato un’impronta indelebile su San Pellegrino, promuovendo valori come la salute, l’assistenza e l’innovazione sanitaria. Questa sera celebriamo quindi in particolare la memoria di Bruno, ma anche l’eredità dell’intera famiglia, un’eredità che continua a vivere attraverso le persone e le istituzioni che ha contribuito a creare. Bruno, però, nutriva anche un legame profondo con Santa Croce, un luogo che per lui rappresentava un’oasi di pace e serenità. Per questo motivo, la signora Bruna, in accordo con la figlia Alessandra, ha voluto affidare proprio all’Associazione Santa Croce l’organizzazione di questa serata. Non perché ci ritenessimo migliori di altri, ma per il profondo legame che Bruno aveva con Santa Croce. Per noi è stato un vero onore accogliere questo invito, questo suo grande e profondo desiderio e contribuire in tal modo a rendere omaggio alla sua memoria. Pensando alla locandina della serata, mi è subito venuta in mente una fotografia trovata online: Bruno all’uscita del convegno tenutosi da Bigio a San Pellegrino nel 2016. In quella foto, Bruno tiene in mano una brochure dei Santacroce. Quell’immagine cattura perfettamente il suo amore per questo luogo, simbolo di quanto Santa Croce sia stata una parte essenziale della sua vita. Sin da bambino, Bruno ha sempre nutrito un affetto particolare per Santa Croce. Durante la guerra, trascorreva qui le vacanze estive. Sua madre, vedova e impegnata nella gestione della Casa di Cura, non poteva accompagnarlo, così Bruno, a soli sei anni, era mandato in questa piccola frazione, che sarebbe diventata per lui un rifugio di pace e serenità; e il legame con questo luogo non si è mai spezzato. Anche da adulto, tornava a percorrere i sentieri che suo padre, medico condotto, attraversava negli anni ’30 per visitare i pazienti delle contrade. Bruno ripercorreva quegli stessi sentieri con grande emozione, fermandosi spesso a Spettino o Salvarizza, immergendosi nei ricordi della sua infanzia. Uno dei suoi riti più importanti, anche quando la salute lo metteva a dura prova, era la visita al cimitero di Santa Croce, per rendere omaggio agli amici che lo avevano preceduto. Dalla sua casa alla Vetta, infine, quando il camminare è diventato difficile, riusciva ancora a vedere Santa Croce, con le sue case e le montagne che lo avevano accompagnato per tutta la vita. Concludendo questa serata vuole essere anche un richiamo ai valori che hanno sempre contraddistinto Bruno e che rappresentano il cuore della nostra comunità: la pace, la serenità e l’unità. Questi sono stati i punti di forza di Bruno e sono anche i valori fondamentali del nostro piccolo borgo. Sono i valori che dobbiamo preservare e difendere, soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando. Così come Santa Croce è stata per Bruno un’isola di serenità, così anche noi dobbiamo impegnarci a fare del nostro borgo un rifugio di pace e solidarietà, dove ogni persona si sente parte di una comunità che si sostiene a vicenda, nei momenti belli e in quelli più difficili. Infine la serata si avvale del patrocinio dell’Istituto Clinico Quarenghi e dei Lions Club Valle Brembana, due realtà che da sempre supportano con generosità le comunità della Valle ed in particolare Santa Croce e l’Associazione Santa Croce. Colgo l’occasione per ringraziarli di cuore per la loro vicinanza, il loro contributo e per essere parte di questo omaggio.
La serata di oggi promette di essere davvero speciale. L’architetto Giorgio Della Chiesa ci guiderà in un viaggio nell’architettura contadina, quella stessa architettura che ha visto Bruno muovere i suoi primi passi a Santa Croce. L’architetto Giorgio Della Chiesa, nativo di San Giovanni Bianco si è laureato in architettura al Politecnico di Milano. Specializzatosi nel restauro di edifici storici e nella valorizzazione dell’architettura minore, ha realizzato opere significative come il restauro di Palazzo Grataroli a Oneta e la ristrutturazione di ex cascine trasformate in musei etnografici. Attivo nel Lions Club Valle Brembana dal 1997, Della Chiesa ha sempre mantenuto un forte legame con le sue origini, contribuendo a far conoscere le peculiarità della cultura brembana. La sua presenza arricchisce ulteriormente questo omaggio a Bruno, celebrando quei valori di pace e unità che sono parte integrante della nostra comunità.
A seguire, l’Associazione Musica in Lemine ci offrirà l’opportunità di ascoltare un’opera di Donizetti, “Rita”. È per noi un grandissimo onore, poiché questa sarà la prima volta che un’opera di Donizetti viene eseguita qui a Santa Croce. L’Associazione Culturale Musica in Lemine, qui rappresentata dalla dirigente, e nostra amica, prof.ssa Giuseppina Cortesi, è nata con l’obiettivo di creare un serbatoio di cultura musicale, promuovendo incontri e aggregazione nel territorio bergamasco e oltre. La sede è situata nell’antica Cascina Lemine di Almè, un luogo ricco di storia, dal quale derivano i nomi dei paesi circostanti. Dal 1996, l’associazione ha vivacizzato la vita culturale locale con iniziative per tutte le età, rendendo i suoi corsi un punto di riferimento per appassionati di musica. Offre una vasta gamma di corsi, dall’Area Canto a quella Strumento, inclusi percorsi per bambini e attività corali e orchestrali. Vorrei ora dedicare un pensiero speciale ai giovani interpreti della scuola Musica in Lemine, che questa sera ci regaleranno una rappresentazione dell’opera di Donizetti, “Rita”. Si tratta di ragazzi straordinariamente talentuosi, che con passione e dedizione si sono impegnati per rendere possibile questo momento. Il loro impegno rappresenta un esempio concreto di come l’arte e la musica possano essere strumenti di crescita e di formazione, non solo professionale, ma anche personale. Vedere questi giovani lavorare con entusiasmo e dedizione ci ricorda quanto sia importante sostenere e incoraggiare le nuove generazioni, che rappresentano il futuro della nostra comunità e della nostra cultura. Attraverso lo studio della musica, questi ragazzi stanno coltivando valori preziosi: la disciplina, la passione, il rispetto per l’arte e la capacità di lavorare insieme per un obiettivo comune. In un mondo in cui spesso ci si concentra su ciò che è immediato e superficiale, è incoraggiante vedere questi giovani investire tempo e fatica nel proprio percorso, consapevoli che il futuro si costruisce con l’impegno quotidiano. La loro presenza questa sera è una testimonianza del fatto che anche nei momenti più complessi e sfidanti, la cultura rimane un baluardo fondamentale per creare una società più coesa, solidale e capace di affrontare le sfide del domani.
In questo spirito, è inevitabile pensare a Bruno Quarenghi, che per tutta la vita ha coltivato valori simili: l’impegno, la dedizione e l’amore per la comunità. Bruno ha sempre guardato al futuro, impegnandosi per il benessere di San Pellegrino Terme e cercando di costruire una realtà migliore per le generazioni successive. Proprio come questi ragazzi investono nel proprio talento, così Bruno ha investito il suo tempo e le sue energie per far crescere la sua comunità e l’Istituto Clinico Quarenghi.
Questa serata è anche un’occasione per riflettere su come ognuno di noi possa lasciare un’eredità di valore. Bruno ha lasciato un segno profondo nella sua comunità, e così questi giovani artisti, con il loro talento e il loro impegno, stanno gettando le basi per il futuro della nostra cultura. Come Bruno, anche loro stanno contribuendo, a modo loro, a rendere la nostra comunità più ricca e unita, portando avanti l’amore per l’arte, la solidarietà e il rispetto reciproco.
Per noi è un grande onore assistere alla loro esibizione questa sera, ed è altrettanto importante riconoscere che, attraverso di loro, la tradizione e i valori che Bruno Quarenghi ha sempre sostenuto continueranno a vivere. La loro passione, il loro impegno e la loro arte rappresentano una speranza per il futuro, proprio come lo era il lavoro di Bruno per il benessere della nostra comunità. Grazie e buona serata!”

L’intervento ha dato un tono solenne e riflessivo alla serata, seguito da momenti di musica e cultura che hanno reso omaggio alla memoria di Bruno Quarenghi e al suo profondo legame con Santa Croce .

Chi non ha potuto partecipare ha perso un’occasione unica, ma ci auguriamo che attraverso questi eventi futuri, come la presentazione del romanzo “Piazzo Alto” il 24 novembre, la memoria di Bruno continua a ispirare e unire la nostra comunità.

L’intervento dell’Architetto Giorgio Della Chiesa

Gli interpreti Raffaele e Gabriele Alborghetti e Valentina Fassi
Al pianoforte Lia Wangzi