Venerdì 2 agosto, incontro con Francesco Fumagalli
Dall’idrogeno primitivo all’abbandono in Dio – Breve storia della materia
In questa conferenza si parlerà del processo di complessificazione della materia che ha pervaso l’Universo dal momento in cui è nato fino ad oggi. Processo che, in 14 miliardi di anni, qui sul nostro pianeta ha portato la materia dall’essere inerte (litosfera), per poi passare per “salti” successivi a divenire materia vivente (biosfera) e con l’umanità materia cosciente (noosfera) seguendo un chiaro percorso evolutivo che ha portato l’uomo a scoprire di appartenere ad un mondo che è molto piu’ grande di lui che lo sovrasta, e che l’ha spinto fin dagli albori delle civiltà a strutturare un senso di trascendenza ed a formulare la presenza di divinità che presiedevano alla creazione e alla regolazione del mondo. Anche in questo ambito vi è stata un’evoluzione del pensiero e si è passati dalle piu’ primitive visioni animiste-panteiste fino alle più moderne ed evolute visioni monoteiste.
Circa 400 anni fa attraverso l’opera di filosofi e uomini di scienza come Galileo e Newton, si è giunti a sintetizzare un efficace metodo di analisi dei fenomeni naturali, che oggi noi chiamiamo “metodo scientifico”, che ha dato un impulso formidabile alla conoscenza del mondo in cui viviamo producendo un progresso nello sviluppo di tecnologie mai visto prima.
Lo sviluppo di questi muscoli tecnologici moltiplica all’ennesima potenza le nostre capacità fisiche e mentali, ma contemporaneamente richiede sempre piu’ urgentemente un’etica sufficientemente strutturata che sia in grado di scongiurare un uso improprio e distruttivo delle nostre accresciute capacità d’azione. Per questo scienza e fede lungi dall’essere in contrapposizione tra loro possono e devono mettersi al servizio l’una dell’altra per l’accrescimento di una consapevolezza che ci tenga a distanza di sicurezza da una potenziale estinzione.
Si accennerà al pensiero di Galileo, di Newton, di Spinoza, di Darwin, di Papa Leone XIII di padre Teillhard de Chardin e di Russel Genet con la formulazione dei tre “Principi Antropici” il Principio Antropico Debole, il Principio Antropico Forte e il Principio Antropico Partecipativo

