Iniziative

Trame di memoria: lo sguardo non dimentica. Anche Santa Croce dice no alla violenza sulle donne

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’artista Ornella Pezzotta (BYOPE) porta il suo progetto itinerante a Santa Croce, Gandino e Presezzo.


Trame di memoria: lo sguardo non dimentica

La violenza contro le donne non è un problema lontano, che riguarda soltanto le grandi città o che possiamo considerare estraneo alla vita delle nostre piccole comunità. È una realtà che ci interpella tutti e che richiede attenzione, consapevolezza e responsabilità.

Per questo anche Santa Croce ha voluto dare spazio a un’iniziativa di sensibilizzazione attraverso l’arte.

Nel giardino della parrocchia, nell’area verde compresa tra la Chiesa parrocchiale e il Museo Multimediale di Santa Croce, l’artista Ornella Pezzotta ha allestito una parte della sua mostra itinerante «Trame di memoria: lo sguardo non dimentica».

Il progetto si sviluppa contemporaneamente in tre comuni bergamaschi: San Pellegrino Terme (Santa Croce), in Valle Brembana; Gandino, nella Valle Seriana; e Presezzo, nell’Isola Bergamasca.

Tre luoghi diversi, uniti idealmente da un unico filo conduttore: mantenere viva la memoria delle donne vittime di violenza e promuovere una cultura fondata sul rispetto e sulla libertà.

Trame di memoria: lo sguardo non dimentica

Un filo di memoria per non dimenticare

Il primo elemento che colpisce il visitatore è una lunga sequenza di foglie essiccate e sospese. Su ciascuna è scritto il nome di una donna vittima di femminicidio.

È un’immagine semplice, ma di grande forza.

Le foglie richiamano l’autunno, la fragilità della vita e il rischio che il tempo porti con sé anche il ricordo delle persone che non ci sono più. Ogni nuovo caso di femminicidio occupa per qualche giorno le cronache, suscita indignazione e dolore, ma troppo spesso viene presto sostituito da un’altra notizia.

L’artista ha voluto sottrarre quei nomi all’oblio, restituendo a ciascuna donna una presenza nella memoria collettiva.

“Quel filo di foglie ci invita a fermarci, a leggere, a ricordare. Perché dietro ogni nome c’è stata una vita, una storia, una famiglia, una persona che aveva diritto al proprio futuro.”

Le opere: un racconto di donne, emozioni e speranza

Accanto all’installazione delle foglie sono esposte diverse opere dell’artista, che attraverso immagini, colori, figure e simboli raccontano il mondo femminile nelle sue molteplici dimensioni.

Il percorso non si limita a rappresentare la violenza, ma cerca di raccontare la donna nella sua interezza: la sua identità, i suoi sentimenti, il lavoro, la famiglia, i desideri, le aspirazioni e il diritto di essere libera.

Tra le immagini proposte troviamo una coperta di cielo stellato tra due cuori rossi, simbolo della serenità familiare e della possibilità per i bambini di crescere in un ambiente di affetto e tranquillità. Altre opere ricordano le donne nel lavoro e nello sport, sottolineando il valore del loro impegno e il diritto al rispetto.

Particolarmente significativo è il lungo racconto per immagini, una sorta di percorso della vita, nel quale si alternano volti femminili, cuori, paesaggi, colori e figure simboliche.

Si passa da immagini che esprimono identità, consapevolezza e speranza a rappresentazioni più drammatiche: una ragazzina dietro le sbarre, simbolo della prigionia di chi subisce violenza e spesso nasconde la propria sofferenza dietro un’apparente serenità; aquiloni neri che si liberano nel cielo, rappresentazione delle donne uccise; un cuore che cerca un futuro e mani che sembrano ancora protendersi verso qualcosa che non c’è più.

Ma il percorso non si conclude nel dolore.

Ricompaiono i colori, il cuore, la possibilità di ritrovare un equilibrio. Una donna e un uomo si incontrano e si guardano: il messaggio è che il rapporto tra uomo e donna può e deve fondarsi sul rispetto reciproco. L’ultima immagine rappresenta una coppia felice, con le mani unite a formare un cuore. È l’augurio dell’artista: poter scegliere insieme la felicità, anche attraverso le difficoltà della vita.

Un messaggio che va ben oltre la rappresentazione artistica e che ci invita a riflettere sul significato più autentico dell’amore.

Trame di memoria: lo sguardo non dimentica

Anche i ragazzi della scuola primaria saranno protagonisti

L’iniziativa avrà un ulteriore momento di partecipazione il 26 novembre, quando anche i ragazzi della scuola primaria di Santa Croce saranno coinvolti in questo percorso di sensibilizzazione.

Il loro contributo sarà un’occasione importante per affrontare, con il linguaggio e la sensibilità propri dei più giovani, un tema che riguarda il futuro di tutti.

Educare al rispetto, alla parità, alla capacità di riconoscere i sentimenti degli altri e di accettare la libertà di ciascuno significa costruire, fin dall’infanzia, le basi di una società più giusta e consapevole.

La violenza sulle donne riguarda tutti noi

La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 e ricorre ogni anno il 25 novembre. Già nel 1993 l’Assemblea generale dell’ONU aveva approvato la Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, riconoscendo la gravità di un fenomeno che comprende non soltanto la violenza fisica e sessuale, ma anche quella psicologica, le minacce, le coercizioni e ogni forma di privazione arbitraria della libertà.

Nonostante i progressi compiuti sul piano dei diritti e della sensibilizzazione, la violenza continua a essere una realtà drammaticamente presente. Dietro i casi più gravi, che purtroppo arrivano alle cronache, esistono tante situazioni di sopraffazione, controllo, paura e umiliazione che spesso rimangono nascoste.

Non possiamo pensare che basti una giornata, una manifestazione o una mostra a risolvere un problema così profondo. Ma possiamo fare la nostra parte.

Possiamo imparare a riconoscere i segnali della violenza, non voltare lo sguardo, ascoltare chi ha bisogno di aiuto, educare i più giovani al rispetto e ricordare che nessuna forma di possesso, gelosia o prevaricazione può essere confusa con l’amore.

“L’amore non imprigiona, non umilia, non fa paura. L’amore rispetta, accompagna e lascia liberi.”

È questo, in fondo, il messaggio che Ornella Pezzotta ha voluto affidare alle sue opere e che la comunità di Santa Croce ha il piacere di accogliere e condividere.

Perché uno sguardo attento può riconoscere anche ciò che spesso rimane nascosto. E perché ricordare non è soltanto un gesto di memoria: è un impegno verso il futuro.

Grazie a Ornella Pezzotta per aver portato a Santa Croce questa testimonianza e per averci offerto l’occasione di fermarci a guardare, pensare e riflettere.

Associazione Santa Croce ODV

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