I Santacroce Girolamo da Santacroce
Girolamo da Santa Croce
Nato tra il 1480 e il 1485 – Morto nel 1556 | Fondatore del secondo ramo della bottega a Venezia
Biografia e Formazione Veneziana
Girolamo nasce, probabilmente, all’inizio dell’ultimo ventennio del Quattrocento (tra il 1480 e il 1485) a Santa Croce in Val Brembana. Giunto giovanissimo a Venezia, trovò accoglienza ed apprendistato nella bottega di Gentile Bellini. Il legame di profonda stima e fiducia tra il maestro e il giovane allievo è documentato storicamente da due testamenti: quello del 1503 della moglie di Gentile, dove Girolamo figura come testimone, e quello del 1507 dello stesso Gentile Bellini, che lascia in eredità a Girolamo e al compagno Ventura tutti i suoi preziosi disegni portati da Roma.
Alla morte di Gentile, Girolamo avviò una propria bottega autonoma a Venezia. Il suo nome compare in importanti documenti dell’epoca, come il celebre “Libro di spese diverse” di Lorenzo Lotto (1524) e i registri della nobile famiglia veneziana dei Sagredo, per la quale dipinse opere destinate alla cappella gentilizia nella chiesa della Santissima Trinità.
Formatosi sui moduli belliniani, Girolamo dimostrò una grande capacità di rielaborazione eclettica, assimilando elementi da Cima da Conegliano, Palma il Vecchio e Francesco Bissolo. Mantenne sempre saldi i contatti sia con la comunità dei conterranei bergamaschi a Venezia sia con la bottega coetanea di Francesco Rizzo da Santacroce.
La Produzione Artistica e il Bacino Adriatico
La bottega di Girolamo fu caratterizzata da un’intensa attività produttiva. Oltre ai dipinti realizzati per le chiese della laguna veneziana (come l’Ultima Cena di San Martino), l’atelier si specializzò nella realizzazione di tavole e polittici destinati alla provincia veneta, al territorio bergamasco, fino all’Istria e alla Dalmazia (con opere conservate a Pazin, Blato e Lopud).
Girolamo morì a Venezia il 9 luglio 1556 nella parrocchia di San Martino, lasciando la conduzione dell’affermata bottega al figlio Francesco.
Opere Documentate – Girolamo da Santa Croce
La Sacra Famiglia con Santa Maria Maddalena
Paesaggio con cavaliere
Annunciazione
Madonna con Bambino in trono e santo vescovo
Adorazione dei Re Magi
San Giorgio che uccide il drago, San Bartolomeo e Sant’Antonio vescovo
📚 Fonti e Bibliografia Completa (Clicca per espandere)
- G. Ludwig, Archivalische Beiträge zur Geschichte der venezianischen Malerei, in Jahrbuch der Königlich Preussischen Kunstsammlungen, XXIV (1903), App., pp. 10-20;
- F. Fiocco, I pittori da Santacroce, in L’Arte, XIX (1916), pp. 183-190;
- B. Della Chiesa, I pittori da Santa Croce, in I pittori bergamaschi. Il Cinquecento, I, Bergamo 1975;
- F. Heinemann, Giovanni Bellini e i belliniani, Venezia 1962;
- P. Zampetti, Dipinti inediti di Girolamo da Santacroce, in Arte Veneta, 1969;
- S. Milesi, Moroni e il primo Cinquecento bergamasco, Bergamo 1991.
Francesco di Girolamo da Santacroce
Nato a Venezia nel 1516, Francesco di Girolamo crebbe e si formò accanto al padre Girolamo, diventandone il principale collaboratore e braccio destro all’interno della bottega. Nel 1556, alla scomparsa del padre, ereditò la gestione dell’atelier, proseguendone l’attività con fedeltà stilistica ed una sensibilità decorativa meticolosa.
A Francesco sono attribuite numerose opere di destinazione devozionale caratterizzate da ricchi paesaggi d’invenzione animati da minute figure. Morì a Venezia nel dicembre del 1584.
Opere di Francesco di Girolamo
Madonna con Bambino e San Giovannino (attribuzione incerta)
Noli me tangere
Pietro Paolo da Santacroce
Figlio di Francesco di Girolamo, Pietro Paolo da Santacroce rappresenta l’ultima generazione della bottega. Attivo tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento, proseguì la produzione familiare orientandola verso soluzioni devozionali tradizionali. La sua scomparsa, avvenuta prima del 1620, segna la conclusione della lunga parabola artistica dei pittori da Santacroce a Venezia.
Opere di Pietro Paolo da Santacroce
